Svendita di “divieti di accesso”

Io ho sempre scritto che se Max Weber avesse conosciuto i “contadini marchigiani” non avrebbe scritto “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”, ma “L’etica dei contadini marchigiani e lo spirito del capitalismo”, con riferimento all’antica eticità rispetto al lavoro (e alla “fatica”) e al “risparmio”…

Non conosco molti protestanti, ma oggi ho avuto la conferma che un’altra dimensione del capitalismo caratterizza i contadini marchigiani, vecchi e nuovi… non mi sembra sia molto etica, ma è molto capitalistica: la Proprietà.

Se non si è “cacciatore” 😕 non si può passare sui terreni privati (non tuoi), tanto meno sulle strade private… giusto? sono convinto di no, ma faccio finta che sia giusto. Ma se sei un “camminante” rimani sconvolto se ti vedi circondato da segnali di “divieto di accesso” (arrugginiti, ma efficacissimi) mentre stai andando (per di più) in “pellegrinaggio” alla Santa Casa di Loreto, venerata come simbolo dell’accoglienza da tutti i marchigiani e non solo… anche con i mitici “focarò” della sera del 9 dicembre di ogni anno per indicare la strada agli Angeli che trasportano la casa della Sacra Famiglia da Nazareth a Loreto.

Evidentemente in passato c’è stata una svendita di segnali di “divieto di accesso”, ne ho visti tanti, minacciosi, fastidiosi… ma non è solo questo.

Il percorso che avevo “costruito” sulla mappa seguiva strade segnate, asfaltate e no… da una strada asfaltata volevo girare a destra per una strada che, forse, era “vicinale”*… ho trovato il segnale… la strada costeggiava una casa e proseguiva… forse era privata… ho continuato e 100 metri dopo c’era un’altra deviazione possibile, sempre con cartello. Sulla mappa la strada di campagna aggira la casa vicina, provo a passare e trovo un cancello sulla strada… provo a girarci attorno, sul margine di un campo di grano… discutendo con mia moglie se fosse il caso o meno di passare… 

“Chi parla?” chiede un bambino di 7/8 anni dall’altra parte dell’erba alta, dentro il recinto della casa. “Ciao, c’è babbo o mamma a cui possiamo chiedere il permesso di passare intorno alla casa?”… il bambino chiama la nonna che compare e richiama il nipote con ansia e preoccupazione… “Ettore! Ettore!” “No no, la strada è privata e ci sono i cani!”… Si vede la strada che continua e che sale verso dove dobbiamo andare, provo a spiegare che non passeremmo dentro casa, ma costeggeremmo il campo… “No no, la strada è privata e ci sono i cani!”

Continuiamo, allunghiamo di un chilometro e mezzo e ci ritroviamo sulla strada da cui saremmo usciti… c’era un cartello che indicava il divieto di transito a camion superiori a 40 quintali… forse proprio “privata privata” la strada non era.

Rispetto le regole, ma evidentemente camminare è sempre più una azione eversiva e anche solo il “passaggio” viene percepito come un’invasione, un gesto “contro” la proprietà privata…

Sicuramente “vincerà” la nonna di Ettore… noi però, continueremo a comportarci così:

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2426608417650317&id=100009035481673

 

* La strada vicinale, se via agraria, è di proprietà privata (art. 3 comma 1-52 D.Lvo 285/1992) ma la differenza con la strada vicinale privata sta nel fatto che quest’ultima è soggetta a pubblico transito “iure servitutis” (servitù di uso pubblico) ed è stata istituita per soddisfare esigenze di pubblico interesse come ad esempio il collegamento ad una pubblica via (cfr Cass. 3130/2013), mentre la via agraria è “possessio uti condominus”. (da Wikipedia)

Svendita di “divieti di accesso”
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